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domenica 14 dicembre 2014

Io Volevo solo una Tazza di Cereali di Marco Lazzara

In occasione di un’esibizione in Nuova Zelanda, gli Who soggiornano in un hotel a Wellington. Una volta lì, Pete Townshend, chitarrista della band, scopre con rassegnazione che non solo non veniva permesso loro l’ingresso nella sala ristorante, ma non veniva fornito loro nemmeno il servizio in camera. Ovviamente questo per colpa di Keith Moon, il batterista.
Moon è al secondo posto della classifica dei migliori batteristi di tutti i tempi votata dai lettori della rivista Rolling Stones. Nonostante le sue notevoli doti artistiche, Moon mantenne per tutta la vita un atteggiamento fortemente distruttivo, cosa che lo aveva reso una terrificante leggenda: devastava le camere degli hotel, le abitazioni degli amici e spesso anche casa sua, gettando mobilia fuori dalle finestre, facendo esplodere i bagni, incendiando gli edifici, divenendo in poche parole un’autentica calamità per gli alberghi. È stato calcolato che i danni da lui provocati ammontano a circa a mezzo milione di dollari.
Nel 1967, dopo uno show degli Who, all'Hotel Holiday Inn di Flint, Michigan, si tenne un party per celebrare il suo compleanno. Moon iniziò la festa gettando un candelotto di dinamite nella tazza del gabinetto della sua stanza, facendolo esplodere in mille pezzi, quindi salì a bordo di una macchina di lusso e la guidò finendo dentro la piscina dell'hotel.
Questi atti distruttivi, spesso sotto l'effetto di alcol e droga, erano un po’ il suo modo di esprimere la sua eccentricità. Secondo Townshend, Moon stesso ci teneva a mantenere la sua reputazione distruttiva. Una volta, mentre erano in limousine sulla strada per l'aeroporto, Moon insistette per tornare indietro all'hotel, affermando di essersi dimenticato di una cosa. Quando l'auto raggiunse l'hotel, Moon tornò nella sua stanza, prese il televisore e lo gettò fuori dalla finestra direttamente nella piscina sottostante. Risalendo in macchina, disse agli altri che “quasi se ne stava dimenticando”.
Il suo comportamento fece bandire gli Who da numerose catene di hotel in tutto il mondo, inclusi, oltre all’Holiday Inn, gli Sheraton, gli Hilton Hotel e i Waldorf Astoria.


Giunto quindi all’albergo di Wellington, Pete Townshend fa educatamente notare che lui non ha colpe e che vorrebbe solo avere una tazza di cereali con latte. Chiede perciò gentilmente al direttore dell’albergo se può averne. La risposta è no. Chiede allora se può avere solo i cornflakes. La risposta è ancora no. Chiede se può avere almeno la tazza. La risposta continua a essere no.
Townshend la prende allora con filosofia. Esce dall’albergo e va a comprarsi una quantità sproposita di cornflakes. Decine e decine di scatole. E poi lo zucchero e decine di bottiglie di latte. Torna nella sua stanza, dove gli viene almeno ancora consentito di mettere piede (anche se non si può sapere fino a quando, conoscendo Keith Moon) e mette il tappo alla vasca da bagno. La riempie di latte, aggiunge i cornflakes e lo zucchero.
Terminato il lavoro, esce e va a farsi un giro. Al suo ritorno i cereali hanno assorbito un bel po’ di latte e si sono gonfiati. Toglie il tappo, per far defluire il latte residuo, e ripete l’operazione: versa il latte rimasto, altro zucchero e il resto dei cornflakes. Poi alza al temperatura della stanza al massimo e lavora il pappone ottenuto con l’asciugacapelli.
Il mattino dopo Pete Townshend lascia l’albergo assieme agli altri componenti della band. Nella vasca da bagno della sua stanza c’è una gigantesca massa solida e impenetrabile. Direi che per diverso tempo nessuno ha potuto farsi il bagno in quella vasca.

Marco Lazzara


Cari lettori, l'appuntamento di questo mese con Marco è davvero esilarante, non so come faccia a scoprire tutti questi aneddoti e trasformarli in Leggende Musicali, io mi sono appassionata.  
 Leggi tutti gli articoli: 
Una madre dal cuore atomico;
Voglio la mia MTV;
Un assolo al momento giusto;
Le provocazioni di Wakeman;
Attenzione avvistato maiale volante!
Un nuovo nome;
Lupo;
Musicisti in gravi  difficoltà,
Le dita di Django;
Come entrare a far parte dei Deep Purple;



 

5 commenti:

Marco Lazzara ha detto...

Mmmh... Ximi... tra gli articoli manca quello sui Jethro Tull! :)

A.H.V. ha detto...

Ahah! Beh nonostante io abbia ascoltato per diversi anni un determinato tipo di genere (il Metal :°D) non ho mai curiosato più di tanto nella vita dei musicisti, a me più che altro interessava la loro musica o per lo meno ricordo solo lo sfortunato episodio del pipistrello di Ozzy Osbourne! :°D

So che anche Page dei Led Zeppelin è stato un po' turbolento e anche Marilyn Manson ai suoi concerti era abbastanza... casinaro, ma nulla di più!

Marco Lazzara ha detto...

Quello del pipistrello di Ozzy è leggendario!
Anche John Bonham dei LZ era "piuttosto turbolento". In fondo anche Townshend era abbastanza casinista, è lui che ha lanciato la moda della distruzione degli strumenti, però si limitava al solo palcoscenico. :)

A.H.V. ha detto...

Non lo sapevo!
Il senso distruttivo nelle personalità musicali è molto particolare, nel black metal ad esempio ci sono molti esempi di 'autodistruzione' soprattutto (la scena norvegese fa da scuola purtroppo!!), ma lì non vi era nulla di goliardico ma tutto piuttosto incastonato in una serie di credenze anti-religiose etc... ah ma ora che ci penso forse i Prodigy avevano combinato qualcosa in qualche albergo, ma non ricordo cosa!

Marco Lazzara ha detto...

La storia è questa. Quando gli Who non erano ancora famosissimi, suonavano nei locali. Una sera erano a un locale con un controsoffitto piuttosto basso. A un certo punto Townshend urta il soffitto con la paletta della chitarra, che gli si stacca. Il pubblico comincia a ridere e lui afferra la chitarra per il manico e la distrugge davanti al pubblico allibito. Poi come se niente fosse, prende una 12-corde e si rimette a suonare. La sera dopo il pubblico era aumentato e quello della distruzione degli strumenti divenne un rituale che si ripeteva a ogni esibizione.
Anche Keith Moon ci metteva del suo: a volte faceva saltare in aria la grancassa con la dinamite.
Onestamente non apprezzo molto la moda degli spaccastrumenti: di Townshend preferisco il suo mitico movimento "a mulinello", brillante trovata scenica. :)

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