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martedì 15 luglio 2014

Leggende Musicali – Lupo di Marco Lazzara

Eccoci al consueto appuntamento mensile con la rubrica musicale di Marco Lazzara, ascoltate con attenzione il brano che ha scelto perché c'è molto del suo autore ma anche del suo recensore ;) Mike Oldfield mi è sempre piaciuto, ma devo confessare che non conoscevo il significato di Amarok e nemmeno il video musicale che ho attentamente ascoltato... :D 
Buona lettura!  

“Amarok”, uscito nel 1990, è l’album più sperimentale del musicista inglese Mike Oldfield.
Oldfield aveva esordito nel ‘73 col leggendario Tubular Bells, un’epica sinfonia rock divisa in due parti della durata di quasi 50 minuti, formula che avrebbe riproposto per diversi successivi lavori. Era stato il primo album pubblicato dall’etichetta discografica Virgin Records, a cui aveva fruttato un enorme successo, dato che l’ouverture era stata usata come tema del film “L’Esorcista”.
Alla fine degli anni ’80, Oldfield era però ai ferri corti con la Virgin, che tra le altre cose gli chiedeva anche un seguito di Tubular Bells. Per ripicca, scelse per il nuovo album il nome Amarok, che in lingua inuit significa “lupo” (Amarok è il nome di un lupo gigante della mitologia inuit, un essere spaventoso che dà la caccia ai viaggiatori solitari, utilizzato dai genitori per spaventare i bambini); in questo modo Oldfield lo indicava come seguito di un altro suo album,” Ommadawn” (pronunciato amadan).
Lo stesso Mike Oldfield ha detto: «Non ha un vero significato, ma è simile a molte parole in gaelico, come quelle per mattina o felice. E se lo suddividi, si ottiene Am-a-rok... che potrebbe significare “sono una roccia”.»
Amarok è un album di difficile ascolto. Oldfield orchestrò la composizione in modo che fosse impossibile estrarne un singolo: è infatti un’unico brano di 60 minuti consecutivi, quasi interamente strumentale, in cui si cambia di continuo strumenti, genere, tempi, ritmo, stile. Si alternano brevi passaggi acustici, elettrici, flamenco, country, folk, poi canti e percussioni africane, voci, effetti sonori... A un certo punto si sente anche una trasmissione in codice Morse in cui Oldfield manda al diavolo RB (Richard Branson, il fondatore della Virgin).
Può essere difficile seguire l’andamento di qualcosa di così estremamente entropico e imprevedibile (anche se è presente un tema principale ripreso più volte da diversi strumenti... un suo vecchio marchio di fabbrica) ma l’abilità tecnica, il fascino di un’opera unica e la bellezza di certi passaggi, lo rendano un disco straordinario, anche se comprensibilmente può non piacere a tutti.



Mike Oldfield è inoltre un polistrumentista di eccezionale bravura. Nei suoi album è solito suonare tutte le chitarre e le tastiere. In questo suona almeno una cinquantina di strumenti diversi, per l’esattezza:
- chitarre: acustiche, classiche, elettriche, a 12 corde, da flamenco, glorfindel (una piccola chitarrina elettrica), high-strung (chitarra con i bassi sostituiti da corde a un’ottava più alta), bowed (cioè una chitarra suonata con un archetto tipo violoncello), basso acustico ed elettrico;
- strumenti a corda: violino, mandolino, banjo, sitar (strumento indiano a corde), bouzouki (una specie di chitarra, strumento tipico greco), ukulele (una chitarrina di origine hawaiana), salterio (antichissimo strumento a corde pizzicate);
- tastiere: pianoforti acustici ed elettrici, organi, farfisa (tastiera elettrica), glockenspiel (antico strumento a tastiera), spinetta (una sorta di clavicembalo), melodica (il vero nome della terribile “clavietta”), sintetizzatori;
- strumenti a fiato: fischietti, flauto di Pan, northumbrian bagpipes (una specie di cornamusa), tin whistle (flauto a fischietto, strumento tipico irlandese);
- percussioni: triangolo, legnetti, tamburello, scacciapensieri, bongo, grancassa, timpani (un tipo di tamburo), cimbali (strumento fatto di due dischi metallici), cucchiai (sì, sono uno strumento, è fatto da due cucchiai di legno), clay drums (tipo dei piccoli bonghi), bodhran (strumento tipico irlandese, una specie di tamburello), bell tree (strumento di metallo a forma di molla), rototom (tamburello accordabile), marimba (una specie di xilofono di legno), cabasa (strumento africano tipo maracas), kalimba (altro strumento africano);
- altro: sound f/x (sono delle apparecchiature elettroniche), wonga box (no, non lo so cos’è... un tipo di percussione, credo), campane tubolari (queste non potevano assolutamente mancare a riprendere alla fine il tema principale!), senza contare poi suoni prodotti dall’uso di oggetti vari.

Marco Lazzara

10 commenti:

Marco Lazzara ha detto...

Ah, ma questa volta l'hai pubblicato di prima mattina!
Si è solo persa la pronuncia di "Ommadawn" cioè amadan.

Ivano Landi ha detto...

Il risultato mi sembra decisamente schizoide. Sei davvero riuscito ad ascoltarlo tutto, Marco?

Marco Lazzara ha detto...

Ho questo album da almeno sei anni e devo averlo ascoltato decine di volte. Praticamente conosco a memoria quasi ogni passaggio.

dramaqueen ha detto...

So che i suoi pezzi sono sempre molto particolari... anche se in questo caso non sui può parlare di "pezzo"!
Ho ascoltato un po' l'inizio e sembra interessante... ma un'intera ora libera mi sembra un miraggio, in questo periodo! Segnerò l'ascolto di quest'album tra le cose da fare quando avrò finito gli esami :)

Marco Lazzara ha detto...

Eh sì, i pezzi di Mike Oldfield sono sempre impegnativi e questo in particolar modo! :)

tiziana m ha detto...

eccomi, allora grazie marco e ximi, la mia faccia al elenco degli strumenti era quella dello smile con gli occhi sbarrati, di alcuni strumenti non ne conoscevo l esistenza! il brano, è un pò lungo da ascoltare con la chiavetta, ma per quello che ho potuto ascoltare, è abbastanza elettrizzante. ma un ora confesso, non credo di poter resistere, scusami. buona giornata di vero cuore

Marco Lazzara ha detto...

E il bello è Tiziana che li suona tutti lui! Buona giornata anche a te!

Anna Rosabianca ha detto...

Mamma mia ma come fa a suonare tutti quegli strumenti?! Da impazzire! Stupendo comunque, sia l' articolo che l' album ;)

Marco Lazzara ha detto...

Ha dovuto fare anche un enorme lavoro in sala di registrazione... non oso immaginare quante sovraincisioni abbia fatto. Davvero monumentale.

Marco Lazzara ha detto...

Per dare un'idea della cosa:
https://www.youtube.com/watch?v=tahINCwwfks

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